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Percorso No. 4: Sabbione, Foroglio, Cascata, Splua Bela, La Gerra, Alpe Calnegia e ritorno
Con questo quarto itinerario si chiude la serie dei percorsi proposti per la primavera-estate 2002. Queste gite saranno riprese e ampliate nel corso del prossimo autunno. E' già previsto un percorso nella Bassa Valle Onsernone, con partenza e arrivo da Locarno, usufruendo dei servizi di trasporto pubblici attualmente in funzione. Prossimamente sarà presentata una breve scheda del questo nuovo ( quinto ) itinerario.
Il percorso proposto per la Val Calnegia si sviluppa su di un facile sentieroben marcato e mantenuto. E' però necessario disporre di una discreta condizione fisica per la lunghezza della passeggiata. La Val Calnegia, pur essendo quasi piana, è lunga alcuni chilometri.
E' ritenuta, a ragione, una delle più selvagge valli fra le centinaia che compongono l'arco prealpino a meridione delle Alpi. E' una regione rimasta quasi incontaminata, malgrado l'uomo vi abbia da secoli operato con attività legate in particolare alla pastorizia, sfruttando la poca pianura a disposizione sul fondovalle e i vari lembi di terra disponibili nei vari corti e alpi che l'attorniano.
Una vita dura, quella dell'alpigiano, obbligata a seguire i ritmi dettati da un'attività da svolgere con qualsiasi condizione di tempo meteorologico.

Con i suoi ca. 1000 litri di acqua al secondo la cascata di Foroglio è una delle più suggestive immagini che la natura ci permette di ammirare sull'arco di tutto l'anno. La Val Calnegia, alle sue spalle, è una delle poche valli il cui bacino imbrifero è ancora oggi intatto.
Dopo aver lasciato l'automobile negli appositi spazi a Sabbione si prosegue a piedi in direzione di Foroglio, passando per Ritorto e seguendo un sentiero che costeggia la strada carrozzabile.

Sul percorso si alternano boschetti, maggenghi e spazi occupati dall'alveo del fiume Bavona che in questa tratta ha ancora mantenuto il suo carattere selvaggio e imprevedibile. Frequente l'incontro con testimonianze di religiosità popolare. Malgrado gli specchi d'acqua invitino a rinfrescanti bagni estivi queste acque nascondono pericoli e sorprese che devono rendere attenti anche chi volesse avvicinarsi al suo corso solo per riposanti sonnellini .

La presenza, a monte, di importanti bacini artificiali realizzati per la produzione di energia elettrica (www.ofima.ch) hanno portato a regolare in modo "artificiale" la portata di questo fiume.
Il fragore tumultuoso dell'acqua che scorre ci accompagnerà lungo tutto il nostro percorso. In lontananza si intravede il salto della cascata di Foroglio, una delle più belle immagini che ricordano tutti coloro che visitano questi luoghi. Frotte di turisti l'ammirano ogni giorno, durante il periodo estivo, fermandosi per l'indispensabile foto-scatto-ricordo, prima di continuare verso Robiei e la zona del ghiacciaio del Basodino.

Di fianco alla cascata l'omonimo villaggio, frazione del Comune politico di Cavergno.

E' sempre impressionante costatare l'abbondante impiego della pietra naturale per la realizzazione delle case costituenti il nucleo. Da ogni parte lo sguardo cade sulla magnifica e rumorosa cascata.
Una caratteristica di tutte le frazioni di questa valle, San Carlo esclusa, ê la mancanza di una rete di distribuzione dell'energia elettrica. Una situazione apparentemente paradossale, considerata la potenzialità nella produzione di questa energia pregiata . Bisogna pur dire che prima dell'inizio dei lavori idroelettrici, alla fine degli anni Sessanta, si era realizzata una linea provvisoria , in seguito smontata, che aveva permesso l'installazione e l'apertura dei cantieri di Robiei e del Cavagnoli.
Oggi sui tetti di molte case sono stati installati silenziosi pannelli che sfruttano l'energia solare.
Lasciato il villaggio ci si incammina lungo il comodo sentiero che ci porterà in località Puntid.
Il tracciato si snoda sotto un folto bosco di castagni. Il sentiero è ben marcato e scrupolosamente conservato. Opere immani hanno permesso la realizzazione dei necessari passaggi per salire verso l'imbocco della Val Calnegia.

Di fianco si sente sempre più fragoroso l'acqua della cascata. Particolari misurazioni e controlli da parte degli preposti Uffici Federali stimano che la cascata scarichi sul fondovalle ca. 1000 litri di acqua ogni secondo ( 60 m3 / minuto ).

Il fascino di questa cascata è assicurato dall'enorme nuvola che si crea quando l'acqua batte con violenza sulle rocce sottostanti.

Un ultimo sguardo verso il basso prima di arrivare all'imbocco della valle. Il nucleo di Foroglio ci appare nella sua forma antica. Sulla destra scorre il fiume Bavona.

E' impressionante osservare come nel passato l'uomo abbia saputo trovare i luoghi ideali e riparati per l'edificazione delle proprie abitazioni. Su tutto il territorio della Valle Bavona un particolare Piano Regolatore impone oggi l'uso della pietra naturale per le opere di ristrutturazione e conservazione del parco immobiliare.
La località dei Puntid prende il nome dal caratteristico ponticello ad arco realizzato per l'attraversamento del fiume Calnegia. Sulle rocce circostanti si nota in modo vistoso l'azione erosiva e levigante dello scorrere violento delle acque prima del salto nel vuoto.

La portata del fiume Calnegia viene costantemente tenuta sotto controllo attraverso particolari apparecchi di misurazione installati sui bordi . Lo scorso anno è stato posato un pannello in lega metallica che ha sostituito la tradizionale staggia, la quale permetteva di controllare "a vista" l'altezza (e il volume) delle acque. Come abbiamo già ricordato in precedenza la Val Calnegia costituisce una delle ultime vallate a Sud delle Alpi dove è ancora possibile calcolare esattamente la capacità del proprio bacino imbrifero. In questo modo è possibile determinare con precisione la portata delle piogge e delle nevicate cadute sulla zona. Un pluviometro è posizionato in fondo alla Valle all'altezza dell'alpe principale.

Si prosegue per un comodo sentiero ben marcato passando sotto boschetti di faggi, betulle e arbusti
spontanei. Qua e là si intravedono i primi resinosi. Come per molti altri sentieri in queste valli è frequente l'incontro di testimonianza di religiosità popolare, oppure di significanti iscrizioni che ricordano al passante fatti accaduti nel passato.

Arrivati alla Gerra la Valle si apre su di un vasto pianoro sul cui fondovalle scorre selvaggio il fiume..
Il sentiero per l'Alpe Calnegia può proseguire in due direzioni:
A seconda della portata del fiume queste due tratte possono essere unite e collegate in circuito.
Il fiume può essere attraversato in alcuni punti dove le acque lo permettono. In passato era a disposizione una passerella andata poi distrutta in occasione di una violenta alluvione.

La Gerra si caratterizza per la presenza marcata di immensi blocchi di origine franosa, sotto i quali l'uomo ha ricavato abitazioni per sè e luoghi dove conservare al fresco i prodotti del suo lavoro quotidiano : latte, burro e formaggio. I cascinali realizzati con pietra e legname del luogo restano nascosti e " protetti " da questi enormi massi.

In alcuni casi sono gli stessi massi a diventare le costruzioni sotto i quali, nel passato e nel presente, l'uomo ha trascorso la quotidianità. Queste abitazioni vengono definite "Splui" e sono state realizzate costruendo delle murature verso l'esterno e scavando nel contempo un determinato volume sotto il masso.

Di fianco alle abitazioni altri massi sono serviti per ricavarne dei cantinati, nei quali si custodiva il latte e le forme di formaggio per la necessaria stagionatura. In alcuni casi gli spazi coperti servivano per la custodia degli animali al pascolo libero.

Con la formazione di scanalature sul bordo perimetrale si evitava che l'acqua penetrasse nei locali sottostanti. Erano queste semplici ma pratiche opere di impermeabilizzazione che non necessitavano di alcuna particolare manutenzione.

L'abilità dell'uomo nel lavorare e sistemare la pietra non aveva limiti! Dall'esecuzione di murature all'intaglio di scalini alfine di garantire un minimo di sicurezza sul camminamento quotidiano appena fuori dalla porta di casa.

Sovente la costruzione appoggiava su altri massi, di dimensione più ridotta, ma che ne garantivano la necessaria stabilità per resistere alle intemperie e ai vortici d'aria provocati dalle cadute di slavine e valanghe durante il lungo periodo invernale.

Si prosegue lungo il sentiero in direzione dell'Alpe Calnegia. I due versanti della Valle sono contraddistinti dalla presenza di altre cascate provenienti dalle vallette laterali. Fino a tarda primavera sul corso di questi riali è facile ritrovare i resti del passaggio violento e distruttivo di slavine e valanghe.

L'alpe principale è caratterizzato da un nucleo di case in pietra naturale poste a lato del fiume. Fino a pochi anni fa la Calnegia veniva ancora "caricata" con mucche, capre, pecore e maiali. Oggi questi pascoli sono occupati prevalentemente da attività legate alla pastorizia degli ovini.

L'alpe Calnegia si trova a quota 1108 m s/m ed è punto di arrivo del nostro itinerario.
Sono molte le possibilità per continuare lungo altri sentieri che salgono a quote molto più elevate e impegnative, ma che si consigliano solo alle persone ben allenate e che viaggiano in gruppo, disponendo di tutta l'attrezzatura per confrontarsi con gli imprevisti tipici dell'alta montagna.
Si consiglia l'uso delle cartine aggiornate e si informa che su tutta questa zona non si riesce a comunicare con i cellulari.
E' quindi indispensabile una buona pianificazione di queste gite prima della partenza!.

Posti magnifici ma che occorre saper raggiungere con la necessaria prudenza!
In caso di necessità l'elicottero è un mezzo importante per l'organizzazione dei soccorsi.
Per informazioni: www.rega.ch
Dopo ca. 500 m dall'Alpe Calnegia si aprono numerose vie per raggiungere molti luoghi tutti situati al di sopra i 2000 m di quota!

Per terminare due raccomandazioni a tutti coloro che desiderassero visitare i luoghi descritti in questo itinerario:

Grazie a tutti per l'attenzione ricevuta.
Eros Verdi, maggio 2002
PER SAPERNE DI PIÙ
Per ulteriori informazioni:www.ti.ch/montagne e www.ticino-tourism.ch