I primi 20 anni della Crosa

Molto Reverendo Don Donati
Signor Presidente del Patriziato di Cavergno, Mauro Dadò
Gentile Signore, Egregi Signori, Cari Giovani e Cari Bambini.

A nome dei Membri costituenti il CRAC, una sigla apparentemente un po’ rumorosa, ma che nel rispettoso silenzio di queste cime sta molto più semplicemente ad indicare

Cascina Rifugio Amici della Crosa

vi do’ il benvenuto alla giornata d’incontro, di festa e di ricorrenza ventennale dall’inaugurazione di questa particolare e originale costruzione alpina, realizzata principalmente con materiali del luogo, nata e cresciuta attorno ad un’idea del Socio Fondatore Signor Francesco Zanda, molto più conosciuto come Chino, e che si potè felicemente concretizzare grazie all’aiuto e alla collaborazione di decine…, che dico…. di centinaia di piccole e grandi collaborazioni volontarie, fatte nel corso di oltre un decennio che precedette quel festoso 15 agosto 1987 e che qui andiamo oggi a ricordare.

La costatazione che il tempo inesorabilmente trascorra per tutti è ormai un fatto conosciuto. Me lo sono ancora ricordato questa mattina presto, aspettando di poter meglio scrutare la volta celeste alla ricerca di quei primi scorci di luce estiva, mentre scorrevo le pagine di un album fotografico di quell’estate festiva 1987,

E ho anche pensato a quanti in quei momenti si stavano svegliando dal loro sonno per intraprendere il viaggio che li avrebbe portati in questo luogo particolare chiamato Laghi della Crosa, su questo promontorio dove poggiano le fondamenta di questa bella e originale costruzione, su queste rocce, di proprietà del Patriziato di Cavergno, poste sul territorio giuridizionale dell’allora Comune di Cavergno, che a seguito della recente fusione oggi si chiama Comune di Cevio.

Ma perché si viene, o si ritorna, sempre volentieri in questi posti? Ognuno di noi ha la sua valida risposta, ma penso che qui si viene, e per tutti noi si ritorna sempre, perché qui il tempo sembra che si sia un po’ fermato.

Guardate queste cime frastagliate e lavorate dalla Natura, osservate lo specchio di questi due Laghi, ammirate i grigi colorati e sagomati dei licheni e delle muffe cresciute sulla superficie di queste pietre? Per me che ci torno da ormai più di 30 anni mi sembra che nulla, o pochissimo, sia cambiato. Anche i fiori e gli arbusti, che anno dopo anno ritorno ogni volta a fotografare con la stessa curiosità per cercare di scoprirvi cose nuove, sono sempre in numero uguale, e sempre allo stesso posto. Par proprio che mi stiano sempre e generosamente ad aspettare.....

Anche la bella costruzione che ci ospita e ci protegge è sempre al suo posto….E per fortuna….!

E come ogni nostra cosa cara l’abbiamo sempre curata e fatta migliorare con accorgimenti e migliorie che sempre e meglio permettono a chi ci risiede quelle piccole comodità che la rendono accogliente e sicura. Ed è ospitale non solo a chi vi trascorre le giornate e le notti, ma pure al visitatore occasionale, o al viandante di passaggio, magari sorpreso quassù da qualche improvviso cambio meteorologico. E non per nulla si chiama Rifugio...

Il nostro intento è sempre stato, e sarà sempre, quello di continuare a permettere a tutti di vivere l’esperienza di sana convivialità, di compartecipazione e di rispetto reciproco necessari quando si decide di salire fin quassù per trascorrere, in comunità, un meritato periodo di riposo e di svago.

Venire fin quassù alla Crosa, o ritornarci, è un po’ come ritornare all’inizio della nostra Storia personale, che è poi la Storia di tutti noi.

L’intento odierno non vuole essere troppo celebrativo, ma piuttosto di conoscenza per quanto qui abbiamo ancora realizzato in questi primi 20 anni dalla stipulazione del contratto di locazione. E vuol essere anche l’occasione per qui pubblicamente ringraziare il Patriziato di Cavergno della sensibilità e della fiducia dimostrata al nostro Gruppo nella custodia e nella gestione di questo spazio e di questi luoghi.

Lo scopo della giornata di festa vuol essere anche un’occasione di conoscenza per quello che oggi rappresenta la zona dei Laghi della Crosa, un luogo ricco di storia vera e di duro lavoro svolto da chi ci ha preceduto in questa vita terrena. E le testimonianze certo non mancano per chi sale lungo il sentiero dalla “ terra “ di Foroglio, dalla “ terra “ di Roseto, oppure dai Laghi di Antabbia, partendo dalla “ terra “ di San Carlo. Alla Crosa ci si può arrivare anche transitando lungo le zone confinante italiane della Val Formazza ; cascinali, innumerevoli “Splui” , cantine nascoste sotto enormi macigni, apparentemente lì a quasi voler schiacciare delicatamente, come un’astuta trappola, colui che osa oltrepassare la porta d’entrata. ….Ma lungo i percorsi, e le scalinate, troviamo pure molte croci…un simbolo che anche a chi non crede significa presenza passata di laboriosità e di vita sfortunata alla quale dobbiamo tutti riconoscenza e rispetto.

La zona della Crosa quindi come luogo d’arrivo di un percorso di Transumanza e della quale abbiamo voluto presentarvi qualche bel documento. Attorno a voi trovate esposti delle fotografie dei luoghi che ci circondano, come pure dei pieghevoli di recente pubblicazione, e che grazie alla disponibilità della Fondazione Valle Bavone, di Vallemaggia Turismo e del progetto Vallemaggia Pietra Viva abbiamo il piacere di offrire ad ognuno di voi quale ricordo.

Una piccola testimonianza per questa giornata di festa, fortunatamente “graziata“ da un tempo meteorologico che ha permesso a tutti di arrivare fin quassù come desiderato…

Un grazie a tutti quanti stanno da tempo lavorando alla buona riuscita della giornata.

Buon appetito e buona continuazione di giornata a tutti.

 

Crosa, 15 agosto 2007    Eros Verdi